1999
Giugliano (NA), Seminario internazionale di progettazione. Concorso di idee: Ripensando il litorale domitio.
Gruppo: Arch. Marco Puzzo, arch. Felice Cimmino

Da Pozzuoli a Mondragone: una passeggiata archeologica.
Le tracce dell'antica Domitiana sono ormai perse, salvo i pochi indizi planimetrici nel luogo oggetto di studio. Essa partiva da Pozzuoli e, passando per Baia/Bacoli, Cuma, Liternum e il Borgo Domitio, giungeva a Mondragone.
L'idea base del progetto è stata quella di voler rifondare la vecchia strada, dandole un inizio (Pozzuoli: l'ingresso a sud della passeggiata archeologica), e una fine (Mondragone: l'ingresso a nord). La passeggiata archeologica consiste quindi in un doppio viaggio spaziale e temporale: si procede a piedi alla ricerca della strada e delle città da essa attraversate. Pozzuoli, Baia, Cuma, ecc: ad ogni città corrisponde una piazza, nella quale, sostando e giacendo su panchine/cubi di pietra, è possibile conoscere notizie circa il luogo, scolpite su totem trapezoidali segnaletici anch'essi in pietra.
La sistemazione dell'area poggia su una maglia ortogonale originata dalla direzione dell'antico tracciato. Tale geometria da un lato rappresenta l'amplificazione della strada in tutto l'intervento e dall'altro soddisfa un bisogno di dare all'intero territorio trattato un certo ordine mediato però dalla presenza multicolore e imprevedibile delle distese fiorite.

Descrizione del progetto/percorso. Direzione Sud-Nord
Da via Ripuaria si giunge all'intersezione di questa con l'antica Domitiana: siamo a Pozzuoli. In corrispondenza con l'accesso al percorso, la pavimentazione della strada diventa a lastre di basalto . Una vasca d'acqua con delle colonne in pietra (evocazione del Serapeo puteolano) introducono al viaggio. Siamo sulle tracce dell'antica strada. Più avanti una piccola struttura il centro di educazione archeologica (si ipotizza: piccola sala proiezioni/spiegazioni, ristoro, servizi igienici, affitto bici) accoglie i visitatori e le comitive scolastiche. Qui si prendono le informazioni relative al viaggio. Dopo alcuni metri siamo già a Baia/Bacoli. La sosta permette la lettura sul totem in pietra delle notizie relative alle due città, cosa che avviene in tutte le piazze. Il progetto prevede che in ogni piazza una piccola area venga destinata alla collocazione di un opera scultorea che abbia come tema il relativo luogo. Andiamo avanti a piedi o in bicicletta, costeggiando un grande campo di fiori tipici dei luoghi come il giglio e la ginestra e giungiamo a Cuma. La piazza è più grande e in più è un crocevia. Un albero presente alla stato di fatto, mantenuto nel progetto, definisce il carattere della piazza. A sinistra, alberi sparsi e zone d'ombra per relax e giochi per bambini a destra, verso il lago, il capanno per le attrezzature per la pesca sportiva e una passerella che idealmente ci conduce al centro del lago.
A questo punto il percorso, scontrandosi contro le case costruite sull'antica traccia, in corrispondenza di una torre più alta delle case che idealmente funge da periscopio per osservare ciò che è al di là, devia, proseguendo parallelamente lungo la nuova Domitiana. Dopo l'intersezione effettiva tra il vecchio e il nuovo tracciato, si devia ancora a sinistra dove una torre uguale alla precedente ci assicura che siamo ritornati al nostro viaggio.
Attraverso un'area più simile ad un parco pubblico, con prato, fiori giochi per bimbi, luoghi in ombra di sosta, aree dedicate agli sport all'aria aperta e passando per Liternum e il Borgo Domitio, giungiamo finalmente a Mondragone, dove una fontana simile a quella di Pozzuoli, con una scultura al centro, ci dice che il nostro viaggio è finito, o che può ricominciare.