corriere del mezzogiorno 28 aprile 2004 semidizucca

CORRIERE DEL MEZZOGIORNO
28 aprile 2004
L'INAUGURAZIONE
I libri animati di Giancaspro «illustrati» in Biblioteca.


di Melania Guida
Una fiaba che parla di libri, libri che sono anime che abitano gli spazi intersiderali e che all'improvviso cadono giù, sotto forma di pioggia di atomi, a inseminare la terra, il deserto, i mari e la testa degli uomini che diventano scrittori. L'ha scritta Mauro Giancaspro, direttore della Biblioteca Nazionale e l'hanno messa in scena, con installazioni, grafica e design, Stefania Barba, Alessandro Ceso e Marco Puzzo dello studio di architettura e design Semidizucca. Il risultato si chiama «Diversi di segno, disegno di versi», la «mostra-sogno», così la definisce Giancaspro, allestita nella Sala Leopardi della Biblioteca Nazionale, dedicata alla lettura, al lettore, al suo ambiente e alla creatività che si muove intorno ad essi. Oggi pomeriggio, alle 17:00, l'inaugurazione nella Sala Rari della Biblioteca con interventi
del direttore Mauro Giancaspro, di Giulia Parente, assessore ai grandi eventi del Comune di Napoli, di Benedetto Gravagnuolo, preside della facoltà di Architettura e di Alberto Manodori Sagredo, docente di storia e tecnica della fotografia, dell'Università di Roma «Tor Vergata». Inserita nel fitto calendario delle manifestazioni del Maggio dei Monumenti e collegata alle celebrazioni del bicentenario della fondazione della Biblioteca Nazionale di Napoli, «diversi di segno, disegno di versi» è una singolare fantastica esplorazione nei luoghi della lettura. Una sorta di full-immertion nell'universo libro come stimolatore di fantasia ed emozioni, lungo un percorso scandito da suggestioni luminose che accompagnano il visitatore nel mondo reale e visionario dell'allestimento.
Il clou è la trasfigurazione, il sovvertimento del rapporto interno/esterno: lo spazio della sala espositiva, infatti si trasforma in un prato verde dove libri ed oggetti d'uso quotidiano sbocciano come fiori multicolori e dove nastri d'oro e d'argento, oggetti di design inspirati dai versi, si intrecciano in evoluzioni sinuose a loro volta inspirate dall'empatia dell'emozione poetica.
Tutt'intorno teche trasparenti accolgono gioielli, ognuno dei quali prende spunto da una donna, l'amata da mille e mille poeti e brani di poesie mentre nel silenzio visionario irrompono versi letti dal vivo o registrati. Qua e là, sedie, poltrone e lampade, oggetti d'affezione, testimoni del nostro quotidiano, compagni di viaggi attraverso la poesia e la prosa. E infine, un tavolo. Punto d'arrivo. Indeclinabile invito a scrivere, sotto la pioggia di atomi-libri, nuovi versi e nuove storie. Fino al 29 maggio.