il mattino 4 maggio 2004 semidizucca

IL MATTINO
4 maggio 2004
Letteratura e design alla Biblioteca Nazionale
Quei semi di zucca che fioriscono tra i libri

di Costanza Falanga
 

«Tutto nella casa scriveva, quando scrivevo la scrittura era ovunque», le parole di Marguerite Duras, indimenticata autrice de L'amante, introducono alla più originale, giovane e brillante mostra mai ospitata nelle austere sale di una biblioteca.
La mostra è «Diversi di segno. Disegno di versi», allestita nella Sala Leopardi della Biblioteca Nazionale di Napoli per l'occasione trasformata in una suggestiva galleria di tele nere, che fanno da sfondo agli oggetti in esposizione. Tema dominante è quello della lettura, del lettore in rapporto al suo ambiente e della fantasia che si muove intorno ad essi.
Gli oggetti esposti sono poltrone che invitano all'ozio, sgabelli a forma di fiori, lampade in cui viene voglia di immergersi come se fossero parti di mare, tavolini con frasi di libri celebri come incisioni, lanterne, paravento, gioielli del più innovativo e creativo design, nato dalle matite sapienti di tre giovani architetti allievi di Riccardo Dalisi, Alessandro Ceso, Stefania Barba e Marco Puzzo, che insieme, qualche anno fa, hanno dato vita allo studio "Semidizucca".
«È un esperimento interessante proprio perché propone un ibrido tra letteratura e design» spiega Benedetto Gravagnuolo, preside della Facoltà di Architettura della "Federico II", nel presentare l'iniziativa.
L'esposizione è stata voluta dal direttore della Nazionale Mauro Giancaspro come tassello d'arte nell'ambito del vasto quadro di eventi che contraddistinguono il "Maggio dei Monumenti" in Biblioteca, nonché i festeggiamenti per il bicentenario della prestigiosa istituzione da lui diretta. Un cartellone posto all'entrata della galleria avverte: percorrere liberamente gli spazi espositivi, liberare la mente e abbandonarsi alla lettura, adagiarsi sulle poltrone in cerca di versi diversi ma. prima di lasciare la mostra dovrete arricchirla, soffermandovi al tavolo della scrittura per comporre versi e disegni in libertà.
L'angolo più insolito è proprio quello dedicato al visitatore scrittore: una lampada di lettere azzurre di plexiglass che pendono su un tavolo sospeso nell'aria fa da scenografia ad una favola dedicata ai libri dallo stesso Giancaspro, «L'antica fiaba dei libri e la magia dei semi di zucca» invita ad un mondo dove tutto è possibile, anche che i protagonisti di una storia ne escano per entrare in un'altra. Alla fine della galleria il visitatore sarà accolto da un prato molto speciale, illuminato da un totem di cubi traslucidi colorati che compongono una sorgente luminosa, ricco di fiori futuristici che contengono gioielli ispirati a poesie d'amore, realizzati con nastri d'argento grezzo e pietre preziose e semipreziose, realizzati da Stefania Barba.
Ogni foglia di un fiore reca scritta una poesia: ci sono versi di Neruda, Dante, Dickinson, del contemporaneo Guccini e, ovviamente, "A Silvia" di Leopardi.
Sospesi ovunque libri, tantissimi libri, invitano il visitatore a farsi contagiare da quello che Giancaspro ha definito, in suo romanzo autobiografico, "il morbo di Gutenberg".
E poi ancora, tappeti e paraventi di parole, lampade di "immersione nella lettura", grandi cilindri di stoffa illuminati dall'interno che conducono in un viaggio virtuale nei versi di Neruda e Leopardi.
«Diversi di segno. Disegno di versi» sarà in esposizione a Napoli fino al 29 maggio poi, a fine anno, sarà allestita alla Biblioteca Nazionale di Roma. In contemporanea, sempre alla Biblioteca Nazionale di Napoli, è in corso «Dal buio alla luce.le Fontanelle. La non gravità del tempo», una selezione di quarantadue foto dello spagnolo Miguel Angel Invarato dedicata al cimitero delle Fontanelle e al mistero della città.