# green Hub – food experience

Questo progetto è presente ad host fieraMilano in occasione di HOSThinking – A Design Award Milano 18 – 22 ottobre 2013

progetto in cerca di realizzatore

green Hub – food experience

Questo progetto è presente ad host fieraMilano in occasione di HOSThinking – A Design Award Milano 18 – 22 ottobre 2013 progetto in cerca di realizzatore

green hub – food exepience

Technology is expanding at an overwhelming pace—and often at a cost to the environment. According to an ancient Chinese proverb, “he who plants a garden, plants happiness.”
With these points in mind, we have address to daily necessities which appear to be in conflict with each other. On the one hand, the daily and indispensable use of technology such as smart-phones and tablet computers which we carry with us at all times; on the other, the desire to lead a healthy life, eat whole foods, respect the environment. The latter is also linked to the desire to spend more time in green spaces. How can we create a new concept of hospitality while keeping these needs in mind? During lunch hour, in a moment of escape from daily stresses, or simply in order to share our free time with friends and family… We imagine coming together in a place outside of time, immersed in nature, in which technology facilitates both “physiological” needs—such as reading the newspaper online, downloading emails, or chatting for work or for fun—and the growing of a garden. In other words: the idea is to adopt a garden or a plant and follow its growth, and direct its irrigation, level of moisture, temperature, etc, with a simple app. In a way this is similar to the game created a few years back in which the object was to care for kind of alien species known as a Tamagotchi, to feed it and supply its needs in order for it to grow and to give it affection. But in this case we are talking about something living, and the desire to care for it from afar, or from nearby. The Greek philosophers believed that looking after a plot of land was equivalent to caring for one’s soul. Our aim is to create a space in which to relax, sipping an aromatic herbal tea, or an infusion of rose petals “from our own garden.” To consume a meal made from organic ingredients “from our own orchard.” The app allows us–if we so desire–to feel like a part of, or even the instigator of, this ecosystem.In our free time/space “we need a frame that defines for us a clearly delimited landscape on which to rest our eyes, [otherwise] we feel lost”; we need green small areas of green, even if the eye rests upon large expanses.The soul is healed by rambling through nature…or by imagining ourselves to do so. Is it a garden, a farm, an orchard, a bar, or a restaurant? All of the above. A miniature, high-tech agriturismo in the middle of the city… And what if we were able to include in this experience an experiment similar to the one we learned in school, which left us full of wonder? We inserted electrodes into a tomato, a lemon, or even an apple, and magically, a light bulb turned on… It would be a marvel to try this simple electrochemical experiment, now that the advent of LED technology suggests the wider possibilities of low-energy functionality. Green is cool. Unfortunately sustainability often ends there, with media campaigns. There is not enough insistence on the real need to adopt sustainable technology in order to re-launch businesses in the marketplace and not succumb to the competition. Our project consists of 300 square meters and includes a bar, kitchen, shop, and horizontal and vertical gardens. But we can also vary the footprint while preserving the concept: from a simple organic food bar to a larger restaurant, thanks to new systems of vertical gardens, which allow us to limit space by using the walls for growing plants. The materials would be: dirt, plants, wood, iron, and bricks. A greenhouse that sustains nature and contains all the technology required for irrigation and maintenance. Irrigation and lighting that would use low-cost technology. Costs would be kept low and become part of a cycle of energy recycling. Waste water—from Air Conditioning System to waste water,  left-over drinking water is not wasted — would be used for irrigation. Lighting would be produced by electrodes inserted into the fruits and vegetables. The furnishings will be produced by an important international company that complies with the directives of Nordic Ecolabel and guarantee high quality with low environmental impact. Not only does this wood not come from protected forests, but 70% is harvested from certified sustainable forests. The fabrics comply with rigorous chemical guidelines, from the cotton harvesting to the dye. The metals used are mostly recycled. Eco-design, organic food and the relationship between city and nature, combined with custom-designed technology: these are the basic ingredients of our project.

 

La tecnologia si espande a dismisura (troppo spesso a scapito dell’ambiente).
Recita un antico proverbio cinese: “Chi pianta un giardino semina la felicità.”
Partendo da questi punti, abbiamo cercato di dare ascolto a necessità quotidiane apparentemente in contrasto tra loro. Da una parte l’uso quotidiano ed indispensabile di tecnologie (smartphone e tablet che ormai ci accompagnano sempre ed ovunque), dall’altra la voglia di condurre una vita sana, mangiare cibi genuini, rispettare l’ambiente (uniti al desiderio di poter trascorrere più tempo in spazi verdi). Come immaginare quindi un nuovo concept di ospitalità tenendo presente queste necessità? Nella pausa pranzo, in un momento di evasione dallo stress quotidiano, o semplicemente per condividere del tempo libero con amici o famiglia, immaginiamo di trovarci in un luogo senza tempo, immerso nel verde, in cui la tecnologia è presente sia per ormai “fisiologiche” funzioni (leggere un giornale online, scaricare l’e-mail, chattare per diletto o per lavoro), ma anche per “coltivare” un giardino. Proprio così, adottare un orto, una pianta e seguirla nella crescita, comandarne a distanza l’irrigazione, il grado di umidità, la temperatura,  con una semplice app. Simile a quel gioco di un po’ di tempo fa, in cui l’obbiettivo era quello di prendersi cura sin dalla nascita di un essere di una specie aliena chiamata Tamagotchi, dargli il necessario per farlo crescere ed essere suo amico. Ma qui parliamo di qualcosa di vivo, e del desiderio di potersene prendere cura a distanza, o da vicino. I pensatori greci sostenevano che prendersi cura di un pezzo di terreno è come prendersi cura dell’anima. Il nostro intento è di creare un luogo in cui ci rilassiamo, sorseggiando una tisana di erbe aromatiche, oppure un infuso di petali di rosa “del proprio giardino”, consumiamo un pasto con prodotti rigorosamente biologici “del nostro orto”. La app ci aiuta (se lo desideriamo) a sentirci parte integrante ed artefici di questo ecosistema. Nel nostro spazio/tempo relax “abbiamo bisogno di una cornice che definisca per noi una porzione delimitata di paesaggio su cui posare gli occhi [o] ci sentiamo persi”, abbiamo bisogno di “quinte verdi”, di porzioni piccole anche se l’occhio riposa nelle distese verdi, l’animo si ritempra passeggiando … o immaginando di passeggiare. Un giardino, un vivaio, un orto, un bar o un ristorante? Un po’ tutte queste cose. Un agriturismo bonsai ipertecnologico al centro della città… E se riuscissimo anche ad integrare in questo progetto quell’esperimento che da bambini ci mostravano le maestre e che ci lasciava carichi di meraviglia? Inserivamo in un pomodoro, in un limone oppure in una mela degli elettrodi e magicamente si accendeva una lampadina… Applicare questo semplice esperimento di elettrochimica, ora che l’avvento dei led ci suggerisce più ampie possibilità con un minimo bisogno energetico, sarebbe davvero fantastico. Il green è cool. Peccato che sempre più spesso la sostenibilità si fermi alle campagne mediatiche. E peccato che non si insista sulla reale necessità di adottare tecnologie sostenibili per rilanciarsi sul mercato e non soccombere alla concorrenza.  Il nostro progetto è di circa 300 mq e prevede bar, cucina, zona vendita, orto orizzontale e verticale. Ma possiamo immaginare di variare le metrature pur conservando il concept: da un semplice bio bar fino al più ampio ristorante, grazie ai nuovi sistemi di verde verticale che ci consentono di contenere gli spazi sfruttando le pareti da destinare agli orti.I materiali utilizzati per questo progetto sono la terra, il verde, il legno, il ferro ed i mattoni in cotto, una serra che è da sostegno alla natura e nella struttura racchiude tutta la tecnologia necessaria alla manutenzione del verde ed all’automazione delle funzioni di irrigazione. Irrigazione ed illuminazione sono affidate alla tecnologia nel pieno rispetto del risparmio: si limitano i costi e si entra a far parte di un ciclo e riciclo di energia. Per irrigare si usa acqua di recupero (dalle pompe calore allo scarico dei lavabi, l’eccedenza della cucina o della tavola non si spreca), per illuminare si adopera energia proveniente da elettrodi direttamente innestati nei frutti delle piante coltivate. Tutti gli arredi utilizzati sono prodotti da una nota ditta internazionale che segue le direttive del marchio Nordic Ecolabel per i mobili e garantiscono alta qualità con un basso impatto ambientale. Il legno non solo non proviene da foreste protette, ma per almeno il 70% proviene da foreste sostenibili certificate. I tessuti soddisfano requisiti chimici rigorosi, dalla coltivazione del cotone alle colorazioni. I metalli utilizzati sono in maggior parte riciclati.Eco design, alimentazione bio e rapporto tra città e verde produttivo condito da tecnologia su misura: questi in estrema sintesi gli ingredienti del nostro progetto.